Estratti da Earthbound #10

Non so nemmeno cosa sia un salame genovese,
ma lo mangerò.

Sto camminando.
Ovviamente sto camminando.

Il calore dai suoi palmi passa attraverso i jeans e dentro la mia pelle
e fa fremere le mie dita,
ricordandomi che non sono insensibile.

Due semplici parole ma che significano tutto.
Stringo il nome vicino provando un brivido inebriante
che accarezza la mia pelle come una soffice piuma.

P.S.= l’ultima traduzione non mi convince! Chi ha suggerimenti me li scriva!! Baci!

Estratti da Earthbound #9

Qualcuno sta gridando e penso di essere io.

Conosco questi occhi. Li ho amati.
Guardato dentro essi mentre mi amavano.
Centinaia di volte.
Migliaia.

Poi lui sorrise- metà interessato, metà divertito-
come se questo fosse quasi un gioco.
E io non conoscessi le regole.

Mi fa sentire come se fossi da un’altra parte.
Come se fossi qualcun altro.
E devo ammettere che, certi giorni, è veramente un bel pensiero.occhi, centinaia, migliaia, spoilers, amaore

Estratti da Earthbound #8

Almeno non abbiamo visto nessuno che ci seguiva.
Perché, secondo la sua idea, sarebbe un posto perfetto per nascondere un corpo.
Il mio corpo.

Abbasso lo sguardo verso i suoi occhi- spaventati, confusi, specchi dei miei –
e realizzo che voglio guardare quegli occhi per il resto della mia vita.

Per mesi ho accettato i miei limiti, accettato le parti del mio corpo che non guariranno mai.
Accettato che sono meno di com’ero prima.

“Tu non lo sai”, bisbiglia e la sua voce è piena di un’agonia che ho disperatamente voglia di guarire.