Estratti da Earthbound #8

Almeno non abbiamo visto nessuno che ci seguiva.
Perché, secondo la sua idea, sarebbe un posto perfetto per nascondere un corpo.
Il mio corpo.

Abbasso lo sguardo verso i suoi occhi- spaventati, confusi, specchi dei miei –
e realizzo che voglio guardare quegli occhi per il resto della mia vita.

Per mesi ho accettato i miei limiti, accettato le parti del mio corpo che non guariranno mai.
Accettato che sono meno di com’ero prima.

“Tu non lo sai”, bisbiglia e la sua voce è piena di un’agonia che ho disperatamente voglia di guarire.

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