Estratti da Life After Theft #14

lat

“Are you crazy?”
Khail words echoed in my ear even though I pulled the phone away.
“Khail, just lis—”
“We can not break into the school!”
“Quiet!” I hissed. Who knew who might hear him in his house.
Sera, at the very least.
“I told you he wouldn’t go for it,” Kimberlee said.
“You’re the one who wanted to do this with style,” I said into the phone, waving at Kimberlee to hush. Not that anyone could hear her.
“That’s, like, a professional job though. And illegal,” he added, as though I hadn’t thought of that.
“And easy when you’re working with an invisible person,” I said.

“Sei pazzo?”

La voce di Khail mi risuonava nelle orecchie anche se avevo allontanato il telefono.

“Khail, ascol-“

“Non possiamo intrufolarci nella scuola!”

“Calmo!” sibilai. Chi sapeva chi poteva sentirlo a casa sua.

Sera, al massimo.

“Ti ho detto che non avrebbe accettato.”, disse Kimberlee.

“Sei tu quello che voleva fare questo con stile” dissi al telefono facendo segno a Kimberlee di stare zitta. Non che qualcuno potesse sentirla.

“Questo però è una cosa professionale. E illegale.” Aggiunse, come se non ci avessi pensato.

“E facile quando lavori con una persona invisibile.” Dissi.

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