Estratti da Life After Theft #27

lat

Unfortunately, people can come from both directions. I didn’t even hear Khail’s footsteps until he’d grabbed the front of my shirt and slammed me against the lockers. “What the hell do you think you’re doing?”
I was too terrified to make a sound.
With his iron fists still holding me prisoner, Khail took two steps toward the bathroom door and used me to push it open.
Next I got slammed up against the tiled bathroom walls. Much more painful than lockers, but thankfully also more private.
Kimberlee wandered in sheepishly and stood in the corner, watching.
“Why were you breaking into my locker?” Khail asked.

Purtroppo, le persone potevano arrivare da entrambe le direzioni. Non sentii nemmeno i passi di Khail finché non mi prese il colletto della camicia e mi sbatté contro gli armadietti. “Cosa diavolo pensi di poter fare?”

Ero troppo terrorizzato per dire qualcosa.

Con i suoi pugni di ferro che mi tenevano prigioniero, Khail fece due passi verso la porta del bagno e mi usò per aprirla.

Poi mi sbatté contro il muro piastrellato del bagno. Molto più doloroso degli armadietti ma, grazie al cielo, anche più privato.

Kimberlee entrò docilmente e stette nell’angolo a guardare.

“Perché stavi cercando di scassinare il mio armadietto?” chiese Khail.

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