Estratti da Earthbound (-15)

earthboundfull

The screen door behind me opens and my spine snaps straight. “Tavia? Is that you?” Reese peers at me down on the steps. “Are you okay?” Her brow is crumpled into the slightest furrow; enough to look concerned, but not fake. You’d think she wasn’t nosing behind my back with my therapist just a few hours ago.
My mouth is dry and sticky and I can’t say anything. Reese drops onto the step beside me. “I’m fine.” I choke out the words, a little surprised when my ears hear my voice and it sounds okay.
But Reese isn’t quite convinced; I guess I’m not as good a liar as her.
“Long day,” I tack on, and smile weakly.
Reese pulls in a breath, as though through a straw, then hesitates. “Where have you been?” she asks, the words coming out in a rush, like it was difficult to say. “You were gone all day.”
She rarely asks. Elizabeth told her not to. No questions when I go out, no bugging me for my whereabouts. I am eighteen, after all. I used to think Elizabeth was protecting me, but now I see it for what it is—a false sense of security to keep me off guard. Not freedom, merely the illusion of it.
Now Reese is breaking the rules. She’s asking.

La zanzariera dietro di me si apre e la mia schiena si raddrizza all’improvviso. “Tavia, sei tu?” Reese guarda in giù verso di me sugli scalini. “Stai bene?” le sue sopracciglia sono aggrottate sottilmente; abbastanza per sembrare preoccupata, ma non falsa. Non pensereste che lei stava ficcanasando alle mie spalle con il mio terapista giusto poche ore fa.

La mia bocca è secca e appicicosa, non riesco a dire niente. Reese scende sullo scalino affianco a me. “Sto bene.” Butto fuori le parole, un po’ sorpresa quando le mie orecchie sentono che la mia voce sembra ok.

Ma Reese non è convinta; suppongo di non essere una bugiarda brava quanto lei.

“Giornata lunga.” Aggiungo e sorrido debolmente.

Reese trattiene un respiro, come stesse bevendo con una cannuccia, poi esita. “Dove sei stata?” chiede, le parole
escono di fretta, come se fosse difficile parlarne. “Sei stata via tutto il giorno.”

Lei fa domande raramente, Elizabeth le ha detto di non farlo. Nessuna domanda quando esco, niente intercettazioni nei luoghi dove vado, ho diciotto anni, dopotutto. Pensavo che Elizabeth mi stesse proteggendo, ma ora la vedo la faccenda per quello che è – un falso senso di sicurezza per tenermi sotto controllo. Nessuna libertà, solo una mera illusione di essa.

Ora Reese sta infrangendo le regole. Me lo sta chiedendo.

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