Interviste a Aprilynne Pike!

Ciao Faeries! Oggi nuovi video-intervista su Aprilynne! In questa serie di video parla di come ha incontrato il suo primo agente, il suo rapporto con i fans e com’è la vita di una scrittrice-madre!
Spero che vi piacciano! ^^

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Estratti da Life After Theft #15

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She pushed up onto her toes and pressed a soft kiss to my cheek. “You go and make nice with my mom and I’ll get ready. I’ll be down in fifteen minutes.”
I snorted in disbelief.
“What? My mom’s not that bad. She’ll mostly just ignore you.”
“Not that. Fifteen minutes? I’ve never seen a girl get showered and ready in fifteen minutes.”
She flipped a confident look over her shoulder. “Time me.”
It took Sera exactly fourteen minutes and thirty seconds to get ready and I know because I looked at my watch every fifteen seconds the entire time she was gone. It wasn’t like Mrs. Hewitt grilled me … she just didn’t do anything. Within the first thirty seconds after I walked into the kitchen she plunked down a glass of ice water in front of me—on a coaster, natch—and then said nothing. She straightened the countertops, flipped through a magazine, made notes about something in a notebook—I could only hope the notes weren’t about me—and nothing else. Not a word, not a sound.
So when I say that Sera was a sight for sore eyes, I mean she was really a sight, and that my eyes were seriously sore.

Si alzò sulle punte dei piedi e posò un soffice bacio sulla mia guancia. “Tu vai e fai il carino con mia mamma e io mi preparo. Sarò giù fra quindici minuti.”

Grugnii con incredulità.

“Cosa? Mia mamma non è così male. Più che altro ti ignorerà.”

“Non è quello. 15 minuti? Non ho mai visto una ragazza che si fa la doccia ed è pronta in quindici minuti.”

Lei mi lanciò uno sguardo sicuro oltre la sua spalla. “Cronometrami.”

A Sera bastarono quattordici minuti e trenta secondi per essere pronta ed ero sicuro di quello che dicevo perché avevo guardato il mio orologio ogni quindici secondi per tutto il tempo che lei non c’era. Non che Mrs. Hewitt mi avesse messo sotto torchio… lei non aveva fatto semplicemente nulla. Nei trenta secondi da quando ero entrato in cucina, aveva sbattuto di fronte a me un bicchiere di acqua ghiacciata – su un sottobicchiere, ovviamente – senza dire niente. Aveva sistemato il bancone, aveva sfogliato un giornale, preso nota di qualcosa su un quadernino – potevo solo sperare che le note non fossero su di me – e nient’altro. Non una parola, non un suono.
Quindi quando dissi che Sera era una visione per gli occhi infiammati, insomma lei era proprio uno spettacolo, e i miei occhi erano veramente infiammati.